FAQ – Domande frequenti

Domande possibili e impossibili raccolte in giro per la città e la provincia.

Come si diventa donatori di sangue?

Basta recarsi presso un Centro Avis o presso il Centro Trasfusionale dell’ospedale della propria città. Se non ha mai donato o sono passati più di due anni dall’ultima donazione la prima volta le verrà fatto un prelievo di controllo. Circa una settimana dopo verrete ricontattati e se l’esito delle analisi è positivo si potrà procedere con la prima donazione.
Ricorda che essere donatori implica avere uno stile di vita responsabile.

Donare fa male?

No. È vero che vicino alle vene ci sono dei piccoli nervi che, se urtati con l’ago, possono provocare dolore, ma si tratta di piccoli incidenti che non portano a conseguenze.
Al contrario dopo la donazione ci si sente molto, ma molto, meglio. Prima di tutto per la consapevolezza di aver dato una mano ad una persona malata, ma non solo: il corpo comincia subito a sopperire alla mancanza di sostanze utili e vi fa sentire come se poteste scalare una montagna!

Ma quanto sangue tolgono?

La quantità esatta dipende da alcuni fattori, è stabilita per legge attorno ai 405/450 ml e dipende dal tipo di sacca utilizzata per la donazione, perché all’interno della sacca è presente un anticoagulante di origine naturale, dosato per una quantità esatta di sangue.

Come mi sentirò dopo la donazione?

La maggior parte delle persone si sente bene dopo la donazione. Ci sono alcune raccomandazioni prima, durante e dopo la donazione del sangue che possono aiutare a rendere piacevole la tua donazione. Eccone alcune:

  • la sera precedente evita pasti abbondanti e soprattutto limita l’assunzione di vino ed alcolici.
  • al termine della donazione, rimani sul lettino del prelievo ancora qualche minuto e almeno 20 minuti in sala ristoro.
  • nelle ore immediatamente successive alla donazione è importante assumere liquidi, evitare attività fisiche intense, sport o lavori pericolosi.

Sono affetto da favismo (carenza di G6PD). Posso donare?

No, purtroppo il favismo è causa di esclusione dalla donazione di sangue.

Quante volte posso donare il sangue?

Ogni donazione deve essere effettuata almeno 90 giorni dopo la precedente. In assenza di controindicazioni, gli uomini possono donare 4 volte l’anno, le donne 2 volte.

Posso fare colazione prima del prelievo?

È consigliabile una leggera colazione ad esempio a base di frutta, fette biscottate, marmellata, caffè, tè. È preferibile non essere completamente a digiuno e si consiglia di bere molta acqua. Da evitare latte e derivati nonchè qualsiasi prodotto li contenga (cornetti, biscotti, dolci, etc.).

Posso lavorare il giorno della donazione?

Non sono consigliati lavori gravosi. I lavoratori dipendenti hanno il diritto al riposo per tutto il giorno della donazione.

Il mio sangue viene analizzato?

Ad ogni donazione vengono effettuate le analisi del sangue dal Centro Trasfusionale Ospedaliero ed inviate per posta al donatore.

Sono portatore sano di anemia mediterranea. Posso donare?

Si, ma devi indicarlo al medico e probabilmente sarai idoneo solo per donare il plasma.

Sono diabetico, posso donare?

I diabetici insulinodipendenti non sono idonei alla donazione. Tutti gli altri dovranno prima fare un colloquio con un nostro medico ed effettuare degli esami per valutare lo stato della malattia.

Il sangue

Cos’è il sangue intero?

Il “sangue intero” è il sangue così com’è.
È composto da un tessuto liquido, complesso e specializzato, del sistema circolatorio. È un liquido vischioso, opaco, di colore rosso scarlatto nelle arterie e rosso scuro nelle vene, di peso specifico compreso tra 1,055 a 1,065 gr/cmc ed un pH compreso tra 7,3 e 7,4.
La quantità totale di sangue circolante dipende da peso corporeo, età e sesso ed è circa il 7,7% del peso corporeo. Ne consegue che in una persona adulta il volume di sangue varia tra 5 e 6 litri.

È costituito da una parte liquida, il plasma, e da una parte corpuscolata (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Il sangue ha la funzione di trasportare nelle varie parti dell’organismo l’ossigeno e l’anidride carbonica, gli elementi nutritivi assorbiti a livello intestinale o prodotti nell’organismo, gli ormoni, gli anticorpi, gli enzimi ecc.

Contribuisce, inoltre, alla regolazione della temperatura, dell’equilibrio acido-base, dell’equilibrio ionico e di quello idrico dell’organismo.

Cos’è il plasma?

E’ la parte liquida del sangue in cui sono sospesi gli elementi corpuscolati. Rappresenta il 55% del volume totale ed è composto per il 90% di acqua; i componenti solidi del plasma sono le proteine (albumina, globuline, fibrinogeno prodotte per lo più nel fegato e rappresentanti circa il 7% del totale), le sostanze inorganiche (sodio, cloro, calcio, potassio, iodio, bicarbonato ecc.), le sostanze organiche (materiali nutritivi e residui del metabolismo cellulare). Oltre alle plasma-proteine troviamo nel sangue ormoni anticorpi ed enzimi.

Quali esami vengono fatti sul sangue che dono?

Per ogni unità raccolta, sia essa di sangue intero, plasma, piastrine o altri emocomponenti, vengono effettuati accertamenti di laboratorio, per valutarne l’idoneità a essere trasfusa, e precisamente:

  • Emocromo completo per lo studio di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine
  • Transaminasi ALT (per lo studio prevalentemente del fegato)
  • Sierodiagnosi per la lue o sifilide
  • HIV Ab 1-2 e ricerca di costituenti virali (NAT) dell’HIV (per l’AIDS)
  • HBs Ag e ricerca di costituenti virali (NAT) dell’HBV (per l’epatite B)
  • HCV Ab e ricerca di costituenti virali (NAT) dell’HCV (per l’epatite C)
  • Controlli e determinazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh
Una volta donato, cosa succede al mio sangue?

La sacca di sangue intero viene abitualmente frazionata, ovvero separata nei suoi 3 principali componenti: globuli rossi, plasma e “buffy-coat”, che comprende globuli bianchi e piastrine.

Qual è il destino dei 3 componenti che mi avete descritto?

I globuli rossi concentrati vengono utilizzati in generale in tutte le situazioni di grave anemizzazione, sia acute (ad esempio incidenti stradali, interventi chirurgici, ecc) che croniche, qualora le condizioni cliniche del malato rendano necessaria la trasfusione. Il plasma viene utilizzato in situazioni più particolari, quali interventi chirurgici complicati da deficit della coagulazione, alcune malattie della coagulazione, alcune malattie a componente autoimmunitaria, ecc. Il buffy-coat viene invece utilizzato per estrarre le piastrine; essendo il numero di piastrine estratto molto basso è necessario utilizzare 4-5 buffy-coat per ottenere una singola sacca di piastrine. Questo dato, insieme al fatto che le piastrine possono conservarsi per tempi molto brevi (max 5 giorni), rende questo componente estremamente prezioso e spiega perché, in situazioni di emergenza, si chiede al donatore di sangue intero la propria disponibilità alla donazione di sole piastrine. Tale procedura utilizza appositi apparecchi (separatori cellulari) che permettono di raccogliere solamente le piastrine e reinfondere gli altri componenti del sangue. Le piastrine si utilizzano soprattutto per i malati di cancro, che a seguito di un trattamento chemioterapico o per l’evoluzione della loro malattia, possono presentare un numero bassissimo di piastrine ed essere quindi a rischio di emorragie mortali.

Quali sono le compatibilità dei gruppi sanguigni?

Dal XVI sec. in poi vennero compiuti molti studi sul sangue, anche perché quando si iniettava il sangue di un individuo sano ad un individuo malato, si avevano assai frequentemente conseguenze mortali per quest’ultimo. Nonostante ciò i tentativi di trasfusione sanguigna continuavano. Non si sapeva allora che il sangue non è uguale per tutti gli uomini. Solo nel 1901 il medico viennese Karl Landsteiner scoprì che sulla superficie dei globuli rossi dell’uomo sono presenti delle sostanze chiamate agglutinogeni e che nel plasma ci sono degli anticorpi chiamati agglutinine. Sulla base di queste scoperte il dottor Karl Landsteiner distinse nella specie umana tre gruppi sanguigni che vennero chiamati A,B,0 (zero). Nel 1902 i professori Von Decastello e Sturli scoprirono il quarto gruppo, molto raro, che venne chiamato AB.
Solo allora si intuì la causa degli insuccessi del passato e solo da allora le trasfusioni di sangue sono diventate più sicure.

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