FAQ – Domande frequenti

Domande possibili e impossibili raccolte in giro per la città e la provincia.
Come si diventa donatori di sangue?

Diventare donatori è molto semplice!
Basta recarsi presso un Centro A.V.I.S. o presso il Centro Trasfusionale dell’ospedale della propria città.

Sarà necessario prenotare ed effettuare un prelievo di idoneità, sia nel caso di prima donazione sia nel caso dovessero essere trascorsi 2 anni dall'ultima donazione

I risultati saranno disponibili trascorso un periodo di tempo di circa 7-10 giorni.

Verrete ricontattati e, se idonei, si potrà procedere con la prima donazione.

⚠️ Ricorda che essere donatori implica avere uno stile di vita responsabile e godere di ottima salute!

Donare fa male?

No.
La donazione di sangue è pur sempre basata su una puntura venosa e, in quanto tale, prevede le stesse complicanze, seppur minime e rare.
Data la presenza di piccoli nervi vicino alla vena, in caso di urto da parte dell’ago, è possibile avvertire dolore ma si tratta di piccoli incidenti che non portano a conseguenze.
Al contrario dopo la donazione ci si sente molto, ma molto, meglio.
In primis, è gratificante: si ha la consapevolezza di aver contribuito al bene comune con un piccolo e semplice gesto gratuito; inoltre,  il corpo comincia subito a sopperire alla mancanza di sostanze utili e vi fa sentire come se poteste scalare una montagna!

Posso lavorare il giorno della donazione?

Non sono consigliati lavori gravosi.
⚠️I lavoratori dipendenti hanno il diritto al giorno di permesso previo certificato firmato dal medico attestante la donazione effettuata in tale giorno.

Ho fatto un tatuaggio/piercing di recente, posso donare?

Dipende.
⚠️Per quanto riguarda tatuaggi e piercing, la sospensione prevista è di 4 mesi dall’ultimo eseguito.

Sono diabetico. Posso donare?

⚠️ I diabetici insulinodipendenti non sono idonei alla donazione.
Tutti gli altri dovranno prima fare un colloquio con un nostro medico ed effettuare degli esami per valutare lo stato della malattia.

Come mi sentirò dopo la donazione?

La maggior parte delle persone si sente bene dopo la donazione.
Tuttavia, ci sono alcune raccomandazioni prima, durante e dopo la donazione del sangue che possono aiutare a rendere piacevole la tua donazione.
⚠️Eccone alcune:

  1. EVITA di abbondare! 
    Astieniti dai pasti abbondanti e soprattutto, limita l’assunzione di vino ed alcolici già la sera precedente.
  2. Non avere fretta! 
    Al termine della donazione, rimani sul lettino del prelievo ancora qualche minuto e almeno 20 minuti in sala ristoro.
  3. Idratati!
    Nelle ore immediatamente successive alla donazione, è importante assumere liquidi, evitare attività fisiche intense, sport o lavori pericolosi.
  4. Braccio immobile!
    Non piegare il braccio scelto per la puntura e non sfregare la zona subito dopo la donazione per evitare ematomi e stravasi indesiderati!
Quante volte posso donare il sangue?


⚠️
Ogni donazione deve essere effettuata, per legge, almeno 90 giorni dopo la precedente.

Per quanto riguarda gli uomini, salvo sospensioni, è possibile donare ogni 3 mesi.

Per quanto riguarda le donne, per motivi fisiologici, è necessario fare un distinguo:

  1. in età fertile possono donare ogni 6 mesi (considerando una settimana dalla fine del ciclo), salvo sospensioni;
  2. in menopausa è possibile donare ogni 3 mesi.

Dunque, in assenza di controindicazioni, gli uomini possono donare 4 volte l’anno, le donne 2 volte.

La frequenza annua delle donazioni è prevista dal D.M. 3/3/2005 (Allegato 1).
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2005/04/13/05A03442/sg

 

Perché dovrei donare?

Il sangue umano è un tessuto non riproducibile in laboratorio, dunque, l’uomo ne risulta essere l’unica fonte fruibile. 

 ⚠️Senza l’atto, gratuito e volontario, della donazione nessun Ospedale sarebbe in grado di assicurare alcuna terapia trasfusionale, fondamentale per l’intero sistema sanitario -non solo per chi necessita di trasfusioni-. Il sangue, infatti, è una risorsa valida per molteplici usi, dalle terapie ai farmaci. > https://www.avis.it/donazione/la-donazione/

Data l’importanza di tale disponibilità sul territorio, è compito delle Istituzioni Pubbliche (Stato, Regioni) contribuire con campagne di sensibilizzazione verso la popolazione e fornire gli strumenti normativi per garantire la massima sicurezza possibile e l’ottimizzazione del sistema trasfusionale in tutte le sue articolazioni.

 

Soffro della tiroidite di Hashimoto, posso donare?

Sì.

⚠️L’idoneità per chi è affetto da ipotiroidismo autoimmune rientra nelle novità del decreto del 2015
È necessario però che la situazione sia tenuta sempre sotto controllo e che tutti i valori rientrino nei limiti richiesti.

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/12/28/15A09709/sg

Sono portatore sano di anemia mediterranea. Posso donare?

Si, ma è necessario indicarlo al medico. 

⚠️Probabilmente, sarai idoneo solo per donare il plasma.

Quanto sangue viene prelevato?

La quantità di volume, stabilita per legge, è di 450mL+/-10%  (405/450 ml circa).
Tale quantitativo è stato determinato in modo da garantire, contemporaneamente, sia un’adeguata preparazione degli emocomponenti (concentrati di globuli rossi, piastrine, unità di plasma) sia l’assenza di complicanze per il donatore.
Il tipo di sacca è uno dei fattori ad incidere sulla quantità di sangue prelevato, al netto dell’anticoagulante usato.
Inoltre, all’atto della raccolta viene prelevato un ulteriore campione non superiore a 30 ml per i controlli sierologici previsti dalla legge.
https://www.avis.it/userfiles/file/Leggi/27-12-90.pdf

 

Posso fare colazione prima del prelievo?

Sì.

È preferibile non essere completamente a digiuno ed essere ben idratati già nelle 24h prima (bere almeno 2-3L o più nel caso di intensa attività fisica).
⚠️Bisogna evitare latte, derivati -qualsiasi prodotto li contenga (cornetti, biscotti, dolci, etc.)- e cibi molto grassi.
È  consigliabile, dunque, una colazione leggera a base di: tè, caffè (espresso o lungo, ma senza latte!), succhi di frutta o spremute, fette biscottate con marmellata o miele, frutta, frutta secca ecc.

Il mio sangue viene analizzato?

Sì.
⚠️ Vengono effettuate analisi del sangue ad ogni donazione dal Centro Trasfusionale Ospedaliero ed inviate tramite posta al donatore.

  1. Esame emocromocitometrico completo.
  2. Esami per la qualificazione biologica del sangue e degli emocomponenti di seguito elencati:

HBsAg (antigene di superficie del virus dell’epatite virale B);
Anticorpi anti-HCV (anticorpo contro il virus dell’epatite virale C);
Test sierologico per la ricerca combinata di anticorpo anti HIV (anticorpo contro il virus
dell’AIDS) 1-2 e antigene HIV 1-2;
Anticorpi anti-Treponema Pallidum (TP) con metodo immunometrico (contro la sifilide);
HBV/HCV/HIV 1 NAT (test per rilevare la presenza dei virus de lle epatiti virali B, C e dell’AIDS).

In occasione della prima donazione vengono inoltre eseguiti i seguenti esami per la determinazione
dei gruppi sanguigni:

  1. Fenotipo ABO mediante test diretto e indiretto.
  2. Fenotipo Rh completo.
  3. Determinazione dell’antigene Kell e, in caso di positività dello stesso, ricerca dell’antigene Cellano.
  4. Ricerca degli anticorpi irregolari anti-eritrocitari.

Il donatore periodico è sottoposto anche ai seguenti controlli ematochimici: glicemia, creatininemia, alanin-amino-transferasi, colesterolemia totale e HDL, trigliceridemia, protidemia totale, ferritinemia.

 

Sono affetto da favismo (carenza di G6PD). Posso donare?

No.
⚠️ Il favismo è, purtroppo, un criterio di esclusione a vita dalla donazione di sangue.

Sono celiaco. Posso donare?

Sì.
⚠️Il celiaco può donare solo – e solo se– segue la terapia nutrizionale (senza sgarri) della dieta priva di glutine.

Il sangue

Cos’è il sangue intero? Per “sangue intero” si intende il sangue umano nel suo intero complesso. È  un tessuto complesso e specializzato del sistema circolatorio. È un liquido viscoso, opaco, di colore rosso -scarlatto nelle arterie, scuro nelle vene- di peso specifico compreso tra 1,055 a 1,065 gr/cmc ed un pH compreso tra 7,3 e 7,4. La quantità totale di sangue circolante dipende da peso corporeo, età e sesso ed è circa il 7,7% del peso corporeo. Ne consegue che in una persona adulta il volume di sangue varia tra 5 e 6 litri. È costituito da una parte liquida, il plasma, e da una parte corpuscolata (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Il sangue ha la funzione di trasportare nelle varie parti dell’organismo l’ossigeno e l’anidride carbonica, gli elementi nutritivi assorbiti a livello intestinale o prodotti nell’organismo, gli ormoni, gli anticorpi, gli enzimi ecc. Contribuisce, inoltre, alla regolazione della temperatura, dell’equilibrio acido-base, dell’equilibrio ionico e di quello idrico dell’organismo.

Cos’è il plasma? E’ la parte liquida del sangue in cui sono sospesi gli elementi corpuscolati. Rappresenta il 55% del volume totale ed è composto per il 90% di acqua; i componenti solidi del plasma sono le proteine (albumina, globuline, fibrinogeno prodotte per lo più nel fegato e rappresentanti circa il 7% del totale), le sostanze inorganiche (sodio, cloro, calcio, potassio, iodio, bicarbonato ecc.), le sostanze organiche (materiali nutritivi e residui del metabolismo cellulare). Oltre alle plasma-proteine troviamo nel sangue ormoni anticorpi ed enzimi.
Quali esami vengono fatti sul sangue che dono? Per ogni unità raccolta, sia essa di sangue intero, plasma, piastrine o altri emocomponenti, vengono effettuati accertamenti di laboratorio, per valutarne l’idoneità a essere trasfusa, e precisamente:

  • Emocromo completo per lo studio di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine
  • Transaminasi ALT (per lo studio prevalentemente del fegato)
  • Sierodiagnosi per la lue o sifilide
  • HIV Ab 1-2 e ricerca di costituenti virali (NAT) dell’HIV (per l’AIDS)
  • HBs Ag e ricerca di costituenti virali (NAT) dell’HBV (per l’epatite B)
  • HCV Ab e ricerca di costituenti virali (NAT) dell’HCV (per l’epatite C)
  • Controlli e determinazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh
Una volta donato, cosa succede al mio sangue? La sacca di sangue intero viene abitualmente frazionata, ovvero separata nei suoi 3 principali componenti: globuli rossi, plasma e “buffy-coat”, che comprende globuli bianchi e piastrine.
Qual è il destino dei 3 componenti che mi avete descritto? I globuli rossi concentrati vengono utilizzati in generale in tutte le situazioni di grave anemizzazione, sia acute (ad esempio incidenti stradali, interventi chirurgici, ecc) che croniche, qualora le condizioni cliniche del malato rendano necessaria la trasfusione. Il plasma viene utilizzato in situazioni più particolari, quali interventi chirurgici complicati da deficit della coagulazione, alcune malattie della coagulazione, alcune malattie a componente autoimmunitaria, ecc. Il buffy-coat viene invece utilizzato per estrarre le piastrine; essendo il numero di piastrine estratto molto basso è necessario utilizzare 4-5 buffy-coat per ottenere una singola sacca di piastrine. Questo dato, insieme al fatto che le piastrine possono conservarsi per tempi molto brevi (max 5 giorni), rende questo componente estremamente prezioso e spiega perché, in situazioni di emergenza, si chiede al donatore di sangue intero la propria disponibilità alla donazione di sole piastrine. Tale procedura utilizza appositi apparecchi (separatori cellulari) che permettono di raccogliere solamente le piastrine e reinfondere gli altri componenti del sangue. Le piastrine si utilizzano soprattutto per i malati di cancro, che a seguito di un trattamento chemioterapico o per l’evoluzione della loro malattia, possono presentare un numero bassissimo di piastrine ed essere quindi a rischio di emorragie mortali.
Quali sono le compatibilità dei gruppi sanguigni?

Dal XVI sec. in poi vennero compiuti molti studi sul sangue, anche perché quando si iniettava il sangue di un individuo sano ad un individuo malato, si avevano assai frequentemente conseguenze mortali per quest’ultimo. Nonostante ciò i tentativi di trasfusione sanguigna continuavano. Non si sapeva allora che il sangue non è uguale per tutti gli uomini. Solo nel 1901 il medico viennese Karl Landsteiner scoprì che sulla superficie dei globuli rossi dell’uomo sono presenti delle sostanze chiamate agglutinogeni e che nel plasma ci sono degli anticorpi chiamati agglutinine. Sulla base di queste scoperte il dottor Karl Landsteiner distinse nella specie umana tre gruppi sanguigni che vennero chiamati A,B,0 (zero). Nel 1902 i professori Von Decastello e Sturli scoprirono il quarto gruppo, molto raro, che venne chiamato AB.
Solo allora si intuì la causa degli insuccessi del passato e solo da allora le trasfusioni di sangue sono diventate più sicure.

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